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| Dopo le T.a.t.u arriva Katy Perry (ma è tutta un'altra musica) Se n'è parlato tanto in questi giorni, perché la signorina Katy Perry da Santa Barbara, 24 anni, figlia di una coppia di pastori protestanti, è venuta in Italia a promuovere "One of the Boys", il suo primo album. Se n'è parlato tanto pure nei mesi scorsi, per via di quella canzone che dice "I kissed a Girl....and I liked it". Mi sono venute in mente quelle due povere sgallettate russe delle T.a.t.u, che un impresario con poche idee aveva lanciato come il primo duo lesbo del pop, e che fatto il loro incasso a cavallo dei due secoli, si sono poi volatilizzate. Ma qui non siamo nel cortile di una dacia che ha bisogno di riparare il tetto. Katy Perry ha una sua irruenza molto yankee, senza alcuna dolcezza californiana; c'è in lei un'urgenza espressiva che ricorda assai la prima Alanis Morissette. Non c'è niente di nuovo ma il suo disco, tirato nei suoni, rivela una qualche solidità creativa e sicurezza interpretativa. Soprattutto, Katy è ragazza del suo tempo perché canta con un'ottica disincantata la confusione sessuale che regna in questi anni, e la volontà di sperimentare a tutto campo guardando al mondo dei sentimenti in modo piuttosto arido, pragmatico, senza alcuna poesia. In questo, Katy è veramente figlia del suo tempo. Fonte |
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